Le ultime parole del mondo, Repubblica 7/11/2010
Pubblicato nella sezione: ArticoliOgni lingua è un angolo di mondo. E le parole non servono solo a comunicare la realtà, ma la creano. continua
Ogni lingua è un angolo di mondo. E le parole non servono solo a comunicare la realtà, ma la creano. continua
Repubblica — 04 ottobre 2010 pagina 43 sezione: CULTURA
Tempio dello shopping, paradiso del consumo todo modo. L’ outlet è la terra promessa dello sconto. La vetrina del lusso democratico, dell’ esclusività che non esclude. Una medina del tempo libero nel senso più autentico del termine, quello di città oasi, di rifugio di mercanti, di location suggestiva. Queste cittadelle consacrate alle divinità del mercato sono la nuova Mecca del desiderio… continua
Repubblica — 03 settembre 2010 pagina 53 sezione: CULTURA
È più di un aperitivo e meno di una cena. Ma occupa il tempo dell’ uno e dell’ altra insieme. L’ happy hourè il nuovo timer delle ore liete. Un orologio postmoderno che segna intervalli liquidi, qualità temporali diverse e non quantità uguali. Una aritmetica pop che allunga le giornate del cittadino globale e trasforma l’ ora che volge al desio in un tramonto rosso spritz…. continua
Repubblica — 03 ottobre 2010 pagina 42 sezione: CRONACA
Tutto fa brodo. È la parola d’ ordine dell’ indigenza che si fa minestra. Unica alternativa al proverbiale buttarsi dalla finestra. Nonché formula madre di tutte le cucine della finzione. Finto brodo, finto ragù, trippa finta, uccelli scappati, pesci di montagna, vongole fuijute. È la gastronomia del non essere, quella capace di cavar sangue dalle rape. O addirittura di mettere in pentola uno scarpone al posto di un cappone, come fa il surreale Chaplin de La febbre dell’ oro alle prese con una fame disperata. Trovando perfino un incredibile scampolo di felicità oltre il confine della commestibilità. Una grande metafora del bisogno estremo che si rovescia in iperbole gourmande. Del resto….. continua
Repubblica — 03 settembre 2010 pagina 53 sezione: CULTURA
È più di un aperitivo e meno di una cena. Ma occupa il tempo dell’ uno e dell’altra insieme. L’ happy hour è il nuovo timer delle ore liete. Un orologio postmoderno che segna intervalli liquidi, qualità temporali diverse e non quantità uguali. Una aritmetica pop che allunga le giornate del cittadino globale e trasforma l’ora che volge al desio in un tramonto rosso spritz. continua…